anno

2019

Progettista

arch. Mario Pagliaro

Collaborazioni

ing. Enzo Cogliano

Date
Category
Paesaggio
Tags
architettura, belvedere, ingegneria naturalistica, Mario Pagliaro, panorama, sentieri, terra stabilizzata
About This Project

Lo studio immagina la realizzazione di una piccola infrastruttura che, pur con piccole economie, sia di servizio alla fruizione turistica di un piccolo comune delle aree interne. Per scelta di metodo, l’intervento è caratterizzato dall’uso di materiali tradizionali e tecniche non invasive e da un approccio strettamente “naturalistico”, che possa sia assicurare l’inserimento nel contesto paesaggistico ma anche la minima invasività sui luoghi e la massima reversibilità degli interventi.

Il “percorso”

La passeggiata che conduce all’area di sosta è stata immaginata in “terra stabilizzata”, una tecnologia ecocompatibile, specifica per costruire pavimentazioni in terra, riciclabili al 100%, caratterizzate da un aspetto naturale che non altera né contrasta con l’ambiente circostante. Esente da calcestruzzo, asfalto e bitume è funzionale alla riscoperta delle valenze di integrità paesaggistica ed ecologica tipiche delle strade naturali ma consente il superamento di molti dei loro limiti funzionali come la polverosità, il fango, la presenza di buche. Il piano del “percorso”, sarà inclinato verso valle per agevolare il deflusso delle acque meteoriche e completato, sul versante di valle, con bordo di pietre poste “a secco”. Inoltre, l’utilizzo di questa tecnica, permette anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e, quindi, l’accesso ed il completo utilizzo di un’area naturale anche a persone con ridotte capacità motorie o muniti di carozzelle.

3.2.2. Il “germoplasma”

Quale attrattiva aggiunta, l’area interessata dall’intervento sarà caratterizzata anche attraverso la piantumazione di ecotipi specifici dell’area del Partenio, così da realizzare un catalogo “dal vivo” della vegetazione spontanea e delle cultivar tradizionali del territorio, rare, a rischio di estinzione o di particolare interesse agronomico. Per germoplasma si intende il materiale in grado di trasmettere i caratteri ereditari da una generazione all’altra. Nella pratica, la coltivazione di specie autoctone è un mezzo per prevenire la perdita di biodiversità genetica e garantire un futuro alle specie in pericolo di estinzione. All’interno dell’area d intervento, quindi, si potranno osservare e studiare piante officinali e aromatiche, da frutto, vitigni da vino.

Il “belvedere”

Sempre pavimentato in “terra stabilizzata” (sup. mq 109 ca.), l’area di arrivo del percorso, è corredata da sedute realizzate con muretti in pietra sbozzata e legante idraulico, disposte secondo l’andamento delle curve di livello a creare forme curvilinee rivolte verso il panorama protagonista dell’intervento. Una barriera frangivento in legno “uso Trieste” infissi nel terreno avrà la funzione di limitare le correnti provenienti dalla valle ed insieme creare schermi d’ombra a favore del comfort dei fruitori dello spazio. Inoltre, una scanalatura praticata nello spessore del palo, sarà l’alloggio per un sistema di streep led che renderà la barriera anche corpo illuminante.

Il “bosco delle amache”

Sempre per diversificare i livelli di interesse nella fruizione dell’intervento, è stato aggiunto un altro elemento a doppia valenza funzionale e simbolica. A monte del percorso, è previsto un reticolo di 34 pali in legno “uso Trieste” infissi nel terreno, con la doppia funzione di limitare la vista dei caseggiati retrostanti e di rendere originale la fruizione dello spazio attraverso la possibilità di stendere tra i pali, amache o teli ombreggianti per agevolare la sosta del turista ed il consumo di alimenti. L’originale percezione dello spazio attraverso il reticolo, inoltre, creerà anche una funzione simbolica legata all’idea di “bosco” .

L’illuminazione

Sempre per limitare le azioni invasive del territorio naturale, l’illuminazione dell’area sarà rispettosa della sua funzione principale, ovvero di punto panoramico. Pertanto, è stato considerato prioritario limitare l’inquinamento luminoso, sia verso il fruitore che verso l’esterno. Pertanto, la luminosità di progetto è limitata a quella strettamente necessaria per l’uso in sicurezza del percorso e del belvedere anche nelle ore notturne. E’ prevista, quindi, la posa in opera di segnapasso a led “solari” ad incasso nei muretti in pietra o lungo il percorso,