CON_DITA, l’oliera che gioca con il segreto della maiolica

About This Project

CON_DITA è un’oliera da tavola, realizzata in ceramica invetriata, vetro. La forma è tondeggiante e scultorea: un corpo sferico che si rastema verso il basso, sormontato da una cupola girevole che funge da meccanismo di controllo dell’erogazione. Il beccuccio in vetro fuoriesce lateralmente, preciso e sottile. La superficie è decorata con lievi motivi vegetali stilizzati su fondo bianco — piccoli segni di una memoria ceramica antica, appena accennata. Niente di superfluo. Tutto con una ragione.

Chi c’è dietro

A firmare il progetto è il duo mario+francesca_pagliaro, due figure complementari per formazione e vocazione.

Mario Pagliaro è architetto laureato all’Università degli Studi di Napoli Federico II, studente di Nicola Pagliara. La sua carriera intreccia restauro di beni culturali, design d’interni e progettazione artigiana, con un’attenzione particolare alla rifunzionalizzazione del patrimonio costruito attraverso metodi non invasivi e interventi reversibili. Napoletano di nascita e irpino “per destino”, come ama definirsi, negli anni ’90 ha iniziato progettando complementi d’arredo per piccole aziende dell’artigianato locale — legno, vetro, ceramica — e non si è più fermato. Ha fondato la bottega delle MANI, prima associazione in Campania a riunire operativamente artigiani e designer in una rete culturale e produttiva, collaborando con istituzioni come l’Università di Napoli, l’Accademia di Brera e l’Osservatorio Nazionale per l’Artigianato Artistico, e con figure come Ugo La Pietra e Alessio Tasca. Nel settore è noto come “designer conviviale” — un progettista che mette al centro la relazione tra le persone e gli oggetti che le accompagnano, in opposizione alla logica della produzione industriale seriale.

Francesca Maria Pagliaro è designer laureata anch’essa all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una formazione orientata alla comunicazione visiva e al progetto grafico. È animatrice del profilo Instagram @lastanzavettoriale, uno spazio digitale in cui il design viene raccontato attraverso un linguaggio visivo preciso, geometrico e insieme caldo: illustrazioni, pattern, oggetti scomposti in linee essenziali che restituiscono la logica costruttiva delle cose prima ancora della loro superficie. È proprio questa doppia capacità — vedere la struttura e saperla comunicare — a fare di Francesca la voce grafica del progetto: CON_DITA non è solo un oggetto ben fatto, è anche un oggetto che sa presentarsi, con un’identità visiva coerente dalla forma al packaging.

Una fiasca con un segreto

L’ispirazione dichiarata è la ceramica popolare campana, e in particolare le celebri “brocche a segreto” di Ariano Irpino — dette anche “bevi se puoi”. Erano fiasche dall’apparenza normale che nascondevano fori e meccanismi segreti: solo chi ne conosceva il trucco riusciva a bere senza bagnarsi. Uno scherzo d’argilla diventato rito conviviale, fiore all’occhiello della produzione arianese tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento. CON_DITA ne riprende lo spirito e lo sublima: la sfera superiore ruota come un joystick, orientando il beccuccio verso ogni commensale. Il gioco diventa gesto di cura.

Ariano Irpino non è uno sfondo generico: è una delle capitali italiane della ceramica, con una tradizione documentata sin dal XIII secolo e oggi tutelata dal marchio CAT (Ceramica Artistica Tradizionale). I lievi motivi ornamentali dell’oliera richiamano direttamente la maiolica arianese conservata nel Museo Civico della Ceramica, che i Pagliaro conoscono e frequentano da anni attraverso la bottega delle MANI.

Un oggetto che protegge ciò che serve

CON_DITA è progettata per custodire l’olio nel modo corretto. La luce e l’ossidazione sono i principali nemici delle proprietà organolettiche dell’extravergine, e la ceramica opaca le scherma naturalmente. La struttura è completamente smontabile, per eliminare ogni ristagno di residui che nel tempo altererebbe il gusto. Il dosatore in silicone, aggiungibile al beccuccio in vetro, regola la quantità versata ed evita sprechi. Certificata per il contatto con alimenti secondo la direttiva 2005/31/CE e il Regolamento (CE) n.1935/2004, si pulisce a mano con acqua calda e normali prodotti per stoviglie.

È, in sintesi, un oggetto che trasforma il gesto quotidiano di condire in un piccolo rito mediterraneo — con quel pizzico di ironia artigiana che ad Ariano Irpino, otto secoli fa, aveva già capito che una tavola senza un segreto è una tavola a metà.


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