Spazio Ponteromito

About This Project

La vecchia scuola

Siamo nella prima metà degli anni ’50 del secolo scorso. Nell’Italia permanevano ancora ferite fisiche, segnali economici e tracce morali lasciate della guerra da poco finita. Nelle nuove scuole repubblicane, veniva annullata la distinzione tra scuole urbane e rurali, maschili e femminili. Si proponeva un’attività didattica comunitaria, in contrapposizione al nazionalismo razzista si mirava alla fraternità umana.

La scuola del Bajardo nasce in questo periodo, con la tecnologia del tempo, indecisa se continuare nella tradizione della muratura locale o abbandonarla per l’uso del cemento armato. In questo limbo, le nuove strutture “miste”, più che riunire il meglio riuscivano solo a approssimare il peggio delle due tecniche. Per questo, la vecchia scuola si è conservata fino ai giorni nostri, ma accumulando una lunga serie di deficienze tecniche e statiche che non le hanno fatto superare l’esame dei nuovi standard di sicurezza e, soprattutto, di funzionalità dell’edilizia scolastica contemporanea.

Il Progetto

La cessata funzione didattica, l’impossibilità di poterla riattivare, a causa degli standard imposti dalle nuove normative tecniche e didattiche, ha posto il complesso in una nuova predisposizione di servizio alla comunità di Ponteromito per diventare, di nuovo, fulcro di comunità.
Per questo, i luoghi sono stati ri-pensati nella loro totalità, analizzando le opportunità da offrire alla collettività e nuove funzioni di aggregazione sociale che favorissero lo sviluppo delle relazioni e delle attività socio-culturali sul territorio.

Il Cantiere

Seguendo l’obbiettivo di uno spazio ampiofunzionalmente versatile e sismicamente sicuro, si è proceduto alla rimozione del solaio e delle falde di copertura originarie, strutturalmente disorganiche alla sottoposta struttura in muratura e principale causa delle criticità statiche del manufatto.

Lo Spazio

Successivamente, lo spazio interno è stato “svuotato” dalle strutture portanti originarie e da quelle aggiunte, fino ad arrivare alla completa liberazione della quinta di tamponamento da ogni funzione portante, permettendo la conservazione delle originarie murature perimetrali.

La memoria e la qualità

E’ stata una precisa volontà progettuale, infatti, poter  continuarne a sfruttare le capacità isolanti ma anche, lasciando in vista ampie porzioni dell’apparecchio murario, valorizzare la qualità estetica e la capacità evocativa della “pietra sbozzata” con cui sono state costruite.

Antisismica

La funzione portante è stata affidata, raggiungendo, finalmente, rigore ed omogeneità di comportamento, ad un nuovo telaio con pilastri in c.a. e travi in legno lamellare, poggiato su una fondazione a platea nervata, realizzata all’interno dello spazio liberato. La soluzione a campata unica in legno lamellare, ha permesso, così, di ottenere quello spazio votato alla multifunzione che si era dato come obbiettivo in premessa.

La nuova funzione

Ponteromito la storica distanza dal centro, provoca una domanda di servizi ma, soprattutto, di spazi destinati alla socialità, intesa come insieme di azioni culturali, ludiche, aggregative, funzionali alla coltivazione del senso di comunità.
Con tali premesse, l’obiettivo della progettazione è stato quello di realizzare una conversione della originaria destinazione d’uso del complesso, da scuola a spazio di aggregazione. In più, considerando la varietà della domanda culturale contemporanea, della complessità generazionale dei residenti, della non illimitata dimensione degli spazi e della sostenibilità futura delle necessità gestionali, si è scelto di non caratterizzare rigidamente le funzionalità del nuovo spazio.

La multifunzionalità

Nel rispetto di una concreta resa funzionale e gestionale della struttura, in ossequio alle aspettative della comunità, si è voluto vincolare le scelte progettuali per ricavare, dal fabbricato esistente, uno spazio, il più grande possibile, per il massimo di versatilità funzionale, libero da barriere architettoniche, dotato di accorgimenti tecnico-logistici capaci di accogliere una molteplicità di azioni, convegnistiche, assembleari, ludiche, multimediali.

L’efficienza energetica

Altro elemento qualificante il progetto, è stata la volontà rendere la struttura ecocompatibile, attraverso interventi di autosostenibilità energetica, caratterizzazione bio-climatica e utilizzo di procedure operative e materiali biocompatibili.

  • doppio involucro”: si è aggiunto al tamponamento esistente un cappotto termico esterno, per aumentare la resistenza termica della muratura originaria.
  • tetto ventilato“: il solaio di copertura, realizzato in legno, ha un “doppio tavolato”, uno strato isolante e una successiva camera di ventilazione.
  • raffrescamento passivo: il pregevole habitat naturalistico in cui è immerso il complesso, è stato valorizzato considerando i cipressi presenti nell’area, vincolanti nelle scelte progettuali, non solo per una generica funzione di decoro, ma anche per una opportuna azione di ombreggiamento e quindi di raffrescamento. Il contributo passivo della cortina verde esterna, è stato completato dall’effetto “camino” interno, attivabile mediante tre “pozzi di luce” posizionati sulla copertura.

Il riscaldamento degli ambienti, è assicurato da un idoneo gruppo termico a gas, mentre quello idrico, da un impianto solare termico.

Sempre attingendo dalle best practices energetiche ed ambientali, è stata prevista una cisterna per la raccolta delle acque piovane, funzionale sia alla irrigazione degli spazi a verde, quanto all’alimentazione della rete idrica per gli scarichi dei servizi igienici.

Ritenendo fondamentale tali tipi di approcci, la progettazione strutturale e tecnica della copertura, ha tenuto anche conto della possibile volontà futura a voler realizzare ulteriore apporto bioclimatico ed ambientale all’intervento, con l’aggiunta di un sistema a “tetto verde” del tipo “estensivo”.

anno

2017

committente

Comune di Montemarano

Luogo

Ponteromito - c.da Baiardo

Progettista

arch. Mario Pagliaro, arch. Virginio D'Adamo

Date
Category
Architettura
Tags
Beniamino Palmieri, efficientamento, Mario Pagliaro, Montemarano, Ponteromito, riqualificazione, Spazio Ponteromito