CHI SONO:

Sequenza Creativa è uno spazio dedicato all’arte, alla cultura e alla creatività, nato dal desiderio di raccontare ciò che accade intorno a noi attraverso uno sguardo personale e curioso.

È un progetto che unisce esperienze, immagini, parole e passioni, creando un racconto che attraversa mondi diversi: dall’arte ai libri, dal cinema alla ceramica, fino ai luoghi e alle esperienze culturali.

L’idea nasce dalla volontà di andare oltre la semplice condivisione di un’immagine o di un’informazione. Ogni contenuto diventa un’occasione per scoprire, approfondire e creare connessioni.

Sequenza Creativa racconta l’arte non solo attraverso le opere, ma anche attraverso le persone, i luoghi e le storie che la rendono viva.

Un libro può incontrare un quadro.
Un viaggio può diventare una scoperta.
Un’opera può raccontare un territorio.
Un oggetto può custodire una tradizione.

È proprio da queste connessioni che nasce la sequenza.

Tra i percorsi del progetto troviamo arte, libri, cinema e ceramica, raccontati attraverso contenuti che cercano di avvicinare la cultura alla vita quotidiana e al mondo dei social.

Particolare attenzione è dedicata alle esperienze dal vivo: musei, mostre, luoghi storici, eventi e realtà culturali diventano occasioni per osservare, conoscere e raccontare.

Sequenza Creativa è quindi un racconto personale della cultura, fatto di curiosità, immagini ed esperienze.

Un modo per condividere ciò che merita di essere visto, letto, conosciuto e vissuto.

La sua identità si basa su una comunicazione autentica, delicata e riconoscibile, dove il linguaggio visivo accompagna quello narrativo e crea un universo coerente.

L’obiettivo è semplice: far nascere curiosità e voglia di scoprire.

Perché la cultura non deve essere distante o difficile da raggiungere. Può entrare nella quotidianità, nei social, nei luoghi che attraversiamo e nelle storie che scegliamo di raccontare.

Sequenza Creativa è uno spazio per chi ama guardare oltre, scoprire nuove prospettive e trasformare ogni esperienza in una nuova storia.

Arte. Cultura. Creatività. Esperienze.

Tutto in una nuova sequenza.

COSA FACCIO:

L’architetto che progetta. Ovvero, quel professionista che analizza i bisogni di chi abita male e vuole abitare meglio, ricerca le azioni utili a soddisfarli, riflette sulle risorse necessarie perché le due premesse si incontrino. Amo lavorare in digitale per applicare meglio le tecniche della tradizione, perché l’innovazione non è l’applicazione di cose mai sentite prima ma il superamento di quelle scontate.

In Architettura progetto, soprattutto, per recuperare. Nella mia vita professionale non ho mai costruito un metro cubo ex novo, mi piace guardare alle potenzialità di recupero dell’esistente più che a nuovi consumi di suolo.

Nell‘Interior Design non guardo all’effimero, l’architetto non è uno scenografo. Progetto spazi ed arredi fatti con materiali ecostenibili e a durata “non programmata”, realizzati con tecniche artigianali e non di bricolage e strettamente collegati alle funzionalità di chi abiterà quegli spazi.

PERCHE’ IO:

Non propongo soluzioni “da catalogo”. Per formazione ed esperienze condotte preferisco analizzare e risolvere le specifiche questioni progettuali senza rifugiarmi nelle proposte commerciali sponsorizzate, spesso inutilmente costose e banalizzanti. Studio proposte tecniche e funzionali che risolvano con precisione, efficacia e soprattutto semplicità le specifiche questioni emerse, riuscendo ad essere anche elemento di interesse e originalità del prodotto finale. La chiamo messa in scena della funzione

Sono convinto che per arrivare alla soluzione delle questioni tecniche e funzionali di un progetto, esistano più strade. Tra queste, quella più costosa è solo la più facile da imboccare. L’obbiettivo del progetto, invece, è quello di comprendere le necessità e immaginare soluzioni. In questo, i limiti del budget sono solo riferimenti per la progettazione e mai vincoli alla fantasia.

Io sto sul cantiere. Sono quel tipo di architetto che frequenta gli artigiani e operai con cui lavora. Prima, durante e dopo la realizzazione di un progetto. Ne condivide la scelta e la ricerca dei materiali, partecipa in prima persona alla sperimentazione delle soluzioni tecniche, raggiunta quella giusta brinda con una Peroni e torna allo studio con tutte le prove fatte che conserva gelosamente per ricordarsi dove ha sbagliato. Sono l’aggiornamento più formativo.

Cerco le cause, non nascondo gli effetti. Il mondo della progettazione, troppo spesso, si lascia andare all’abitudine. Ogni malfunzionamento delle nostre case raramente è dovuto ad un caso o alla sfortuna, quasi sempre al modo con cui le viviamo. Risolverlo cercando la soluzione più sponsorizzata o quella percepita come la più diretta, statisticamente, è solo un modo per nascondere gli effetti. Col tempo, la causa reale produrrà comunque nuovi danni. Magari maggiori.